"Simbolismi della storia abruzzese" di Giovanni Liberato

“Abruzzo Symbolico” è un libro di approfondimento degli eventi storiografici, spogliati del superfluo e arricchiti di significato. Il primo capitolo è incentrato sulla figura messianica del “puer” virgiliano della celeberrima IV egloga delle Bucoliche: egli è infatti (anche) figlio del teatino Gaio Asinio Pollione (i due si conobbero); e notevole risulta il fatto che i discendenti del Pollione avranno sepoltura in ager vaticanus prima della costruzione della basilica costantiniana. 

La Chiesa delle origini ebbe come pilastri le due figure di Giacomo il Giusto, Vescovo di Gerusalemme, fratello del Signore, e di Paolo di Tarso, profeta dell’evangelizzazione a tutti i popoli, pensiero coltivato ad Antiochia, città che per prima dichiarerà fedeli “cristiani”; il primissimo Cristianesimo è plurale nell’unità: esso è giacobita e paolino, solimitano e antiocheno. 

La Chiesa cattolica è oggi “teatina” nella linea sacramentale dei suoi vescovi, a partire dal cardinale Scipione Rebiba dell’ordine dei chierici regolari (Ordo clericorum regularium vulgo Theatinorum), che in vita fu a Chieti.

Abruzzo Symbolico riassume la tradizione su San Giustino primo eremita, e analizza i messaggi della Passione di San Cetteo, perché a volte “I libri dialogano tra loro”. Inoltre, i miracoli di sangue di Lanciano e Pescara testimoniano il messaggio della salvezza in un gioco di spazio e di tempo. Nel secolo X, dalla Calabria verranno i monaci Basiliani a Prata di Casoli: vedremo il filo rosso tra loro, Gioacchino da Fiore, i Celestini e i luoghi sacri ai piedi della Maiella. Anche L’Aquila ha una forte valenza simbolica nel modus della sua fondazione, nella sua splendida fontana e nella maestosità della fortezza pari a quella distrutta di Pescara. 

Se la geografia è destino, l’Abruzzo è una dimostrazione del principio; il suo essere all’oriente di Roma è già in sé una traccia; leggiamo direttamente dal testo: - La centralità della regione abruzzese risiede nell’essere geograficamente all’oriente interno dell’Occidente (Roma), e dunque nell’essere un’altra Roma. Le logge carbonare indicavano le loro sedi con l’espressione “a l’oriente di”, e come scrive magnificamente Marcel Aubert, già nel Medioevo «le maître a sa table dans la loge, à l’est … ou dans la Chambre des traits appuyée à l’est de la loge», cioè: «Il maestro ha il suo tavolo nella loggia, ad est … o nello studio aggiunto all’est della loggia» -.

Il nome di Maia occupa un intero capitolo, perché è alle radici stesse della fondazione e della grandezza di Roma: l’attuale Blockhaus fu scelto per preservare simbolicamente questa eredità; superato il Medioevo, l’intero massiccio diverrà Maiella. Le vicende di Vittoria Colonna, Ettore Carafa e Gabriele Manthoné rivelano al lettore la natura rivoluzionaria e oppositiva di Pescara, solimitana fin nell’essenza del suo ponte sul mare. 

Infine, magnifica è la carta d’intenti sottoscritta dai Sindaci di Chieti e Mâcon al tempo del Concilio Vaticano II, riguardante la costruzione europea: essa dice molto più di quel che afferma e sussurra la rilevanza simbolica degli Abruzzi connessa alla cediglia. 

Questo l’indice: 

• INTRODUZIONE AL SIGNIFICANTE •

1) LA PROFEZIA DI VIRGILIO •

2) ANTIOCHIA E GERUSALEMME •

3) SAN GIUSTINO E SAN CETTEO •

4) MIRACOLI DI SANGUE •

5) I SANTI MONACI CALABRESI •

6) MAYA •

7) MANOPPELLO •

8) LA MARCHESA DI PESCARA •

9) LA REPUBBLICA DEGLI ABRUZZI •

10) GLI OSCULANTI.

Il volume ha inoltre un’agile appendice cronologica che focalizza i momenti significativi dell’intera trama.

La presentazione del libro si svolgerà sabato 14 maggio al Grande Albergo Abruzzo di Chieti, a partire dalle ore 18:00 nella sala “Belvedere”; oltre all’autore, sarà presente lo scrittore Massimo Pamio, direttore del Museo della Lettera d’Amore in Palazzo Valignani a Torrevecchia Teatina. Abruzzo Symbolico è pubblicato dalle Ed.ni Mondo Nuovo di Pescara - edizionimondonuovo.com.

 



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